Da un lettore attento, Fabrizio Magnanini, riceviamo un’indagine relativa a un intervento televisivo del Presidente del Consiglio risalente alla primaversa scorsa. Non è mai troppo tardi per puntualizzare inesattezze rilevanti nel racconto della realtà. [sm]
Nella puntata di Porta a Porta del 5 maggio 2009 Silvio Berlusconi è l’ospite d’onore. Siamo all’indomani delle polemiche per la visita del premier al compleanno della diciottenne Noemi Letizia. Berlusconi parla quasi senza interruzioni per un paio d’ore. Un punto è particolarmente interessante, quando Berlusconi assume il merito di aver salvato l’economia mondiale convincendo i Paesi dell’Est Europa e gli Stati Uniti a intervenire per combattere la crisi finanziaria in atto.
Dice Berlusconi dopo 1 ora, 37 minuti e 54 secondi:
Io vorrei anche ricordare una cosa: che c’è del merito nella posizione internazionale che noi abbiamo assunto, anche quando si è aperta questa crisi. Io sono stato il primo presidente del consiglio, il 10 di ottobre, a dichiarare che lo stato italiano… il governo italiano non avrebbe lasciato fallire nessuna banca, e che quindi nessun risparmiatore, nessun depositante avrebbe perso un solo euro. L’abbiamo portato, questa filosofia, questo concetto, in Europa, a Parigi, (tossisce) e Dio solo sa quanto mi sono dovuto impegnare nei confronti dei leader dei Paesi europei dell’Est che, ultimi convertiti… recenti convertiti al libero mercato e al capitalismo ritenevano che l’intervento dello stato per il salvamento di banche o di aziende era da considerarsi un sacrilegio inaccettabile. Siamo riusciti a farlo accettare. Sono volato il 16 di ottobre negli Stati Uniti, ho incontrato il ministro del tesoro Paulson, ho incontrato per quasi un giorno il presidente Bush, abbiamo discusso di questo, praticamente… credo di avere fatto comprendere come fosse stata errata la decisione di assistere, senza fare nulla, al fallimento di Lehman Brothers e di altre due banche. Due giorni dopo l’amministrazione americana decideva di mettere 700 miliardi di dollari al servizio delle banche. Da allora ad oggi, quattrocento… più di quattrocento banche nel mondo sono state aiutate dai rispettivi Stati. Sarebbe stato il panico, molto più forte che il ‘29.
Nella ricostruzione di Berlusconi c’è una inesattezza: egli dice di essere andato negli Stati Uniti il 16 ottobre ma, come sappiamo dal sito del governo italiano, Berlusconi incontra Bush lunedì 13 ottobre e non giovedì 16 ottobre. Il punto più interessante non è l’inesattezza di tre giorni, ma il fatto che Berlusconi affermi di aver convinto Bush e Paulson a varare il piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari. Durante la trasmissione nessuno ha corretto Berlusconi, ma la realtà è differente. Proviamo a tratteggiare una cronologia degli eventi di settembre e ottobre 2008:
- 18 settembre 2008: il ministro del tesoro Henry Paulson e il presidente della Fed Ben Bernanke si incontrano con alcuni membri del congresso per proporre un piano di emergenza da 700 miliardi di dollari.
- 24 settembre 2008: il presidente Bush, con un discorso in diretta televisiva, descrive quanto seria la situazione finanziaria potrebbe diventare se non passasse il disegno di legge di Paulson.
- 29 settembre 2008: il piano diventa un emendamento a un disegno di legge. L’emendamento arriva alla Camera dei rappresentanti che lo respinge (205 si, 228 no).
- 1 ottobre 2008: l’emendamento viene modificato e arriva al Senato, che lo approva (74 si, 25 no).
- 3 ottobre 2008: l’emendamento (modificato) torna alla Camera dei rappresentanti, che lo approva (263 si, 171 no). Il presidente Bush firma (e quindi il disegno di legge diviene legge) e si crea il “Troubled Assets Relief Program” da 700 miliardi di dollari.
- 13 ottobre 2008: Berlusconi è nella Casa Bianca con Bush.
Complimenti, divulgherò.
è importante prestare attenzione a certi dettagli.. anche a distanza di tempo, che
non cancella gli eventi ma anzi aiuta a “rileggerli” fornendo spesso la chiave adatta..